La maledizione della pecora

Antonio Elia, attore di teatro, si gode gli applausi del pubblico al termine dello spettacolo. È segretamente infatuato di Silvia, l’attraente compagna di scena, che però apprezza negli uomini qualcosa che lui non ha, ossia un portafogli gonfio. A consolare Antonio c’è Alessandro, regista divorziato e completamente fuso per l’abuso di marijuana, videogiochi violenti e sostanze neurotossiche di svariata natura. Mentre è in camerino, Antonio riceve la visita di Paolina, una donna eterea e dal fascino esotico. La giovane è un avvocato e lo informa di essere l’unico erede di un immenso patrimonio lasciatogli da Mario Elia, un prozio fino a quel momento sconosciuto. Frastornato dalla notizia e dalla sconvolgente bellezza della donna, Antonio mette da parte i dubbi e accetta le sue condizioni: firmare con il sangue un contratto scritto su un vello di pecora. Da quel momento, preso possesso della villa e della maggioranza azionaria della Elia’s Express, Antonio si ritroverà circondato da domestici permalosi e postini ipersensibili, pescicani della finanza e magnati senza scrupoli, spacciatori di droga e trafficanti d’armi: tutti irrimediabilmente squilibrati. Un esilarante pastiche tra azione e grand guignol, sedute spiritiche e profezie, scontri a fuoco e rese dei conti… «proprio come in un film di merda», per usare le parole del protagonista.

I Racconti della Fossa

Ciclo I: L'ascesa del re straccione

Narrazione fantasy, ambientata nell'universo di Leggende di Esperia, dai connotati cupi e orrorifici. Lo Straccione è un individuo carismatico, dal passato misterioso. Comincia ad aggregare intorno a sé un'umanità disperata e grottesca. Li chiamano il popolo della fossa e abitano le fogne della grande città. Vivono di ciò che il resto dell'umanità getta via. Per primi vengono falcidiati dalla grande epidemia nell'indifferenza generale della, così detta, società civile. Il loro destino infausto pare essere quello di soffrire per poi scomparire e finire dimenticati. Ma lo Straccione sembra ferocemente determinato a cambiare ciò che appare già deciso. Chi è realmente questo individuo e cosa vuole dalle genti di Esperia? Riuscirà a sconfiggere il fato? Risolleverà le sorti degli ultimi tra gli ultimi? Ammesso che sia questo il suo vero scopo. Quanta distruzione porterà nel mondo il suo passaggio? Una sola cosa appare chiara: la preda più grande spetta sempre a lui.

Maurizio Parlati

MAURIZIO PARLATI è attore teatrale, regista e sceneggiatore. Autore de "La maledizione della pecora" romanzo edito da Les Flâneurs Edizioni. Diplomato mimo attore lirico concertistico presso l’ICRA Project di Michele Monetta e Lina Salvatore. Con stage di specializzazioni nel teatro shakespeariano a cura di Peter Clough e presso l’accademia d’arte drammatica “Silvio d’Amico” di Roma per attori professionisti in commedia dell’arte. Ha lavorato in numerose produzioni teatrali con registi come Michele Monetta, Maurizio Azzurro e altri. Ha collaborato con la compagnia “La mansarda-Teatro dell’orco”, “La compagnia dei traditori” e “Magazzini di fine millennio”. È autore, regista, sceneggiatore e principale interprete della puntata pilota della serie web Diciotto.

Maurizio Parlati

Appuntamenti

29 Febbraio 2020 ore 18:00
Libreria Wojtek | Pomigliano d'Arco (NA)

13 Marzo 2020
Laterzagorà | Teatro Bellini Napoli (NA)

Friday18

Puntata pilota della serie web Diciotto di genere Noir-ironico-fantastico.
Realizzata con un budget prossimo allo zero la Friday18 production è in cerca di finanziatori per produrre la serie completa.

L'orgoglio ferito. Una partita ormai persa. Poi arriva Maradona....
Alcune precisazioni: La cifra definitiva dei morti nel territori dell'Irpinia sfiorò le tremila unità, non le quattromila. Il racconto è stato elaborato sulla base di testimonianze dirette, riferite agli organi di stampa da parte di testimoni oculari come il direttore Pier Paolo Marino e lo stesso Diego Armando Maradona. I quali, in più di un'intervista televisiva hanno parlato degli eventi di quella partita.
Le parole e i gesti espressi nel video non intendono in alcun modo recare offesa alla città di Verona, ai suoi abitanti e men che meno ai tanti tifosi dell' Hellas Verona football club che legittimamente e civilmente esprimono il tifo per la loro squadra. Ai quali non è nostra intenzione recare l'ignominioso affronto di essere identificati e confusi con i tanti incivili razzisti che regolarmente affollano le curve degli stadi italiani, da nord a sud e che nulla dovrebbero avere a che fare con il mondo dello sport. A questi ultimi infatti, e soltanto a loro, rivolgiamo sentitamente il nostro più sincero, viscerale, convinto "gesto contro il razzismo".